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02 - 07 - 06    Villaggio agrituristico del Salimau ( Pocapaglia)

                

 

Villaggio Salimau una vicenda lunga e complessa

 

Cercherò di ricostruire la lunga e complicata vicenda del Mitico Villaggio del Salimau

oggetto di molte contestazioni sentenze e ricorsi.

Il tutto iniziò nel lontano gennaio del 1977 quando un noto imprenditore del Braidese ottenne dall’allora Sindaco di turno di Pocapaglia la licenza edilizia per la realizzazione di un

complesso di 34 villette (in seguito saranno 32) che a detta dell’imprenditore risultava

essere un Villaggio Agrituristico. Detto Villaggio doveva sorgere in una zona adibita ad area agricola e coperta addirittura da vincolo idrogeologico, e fu questo il motivo delle

numerose e molteplici proteste. e contestazioni sollevate da numerosi cittadini

di Pocapaglia e di associazioni ambientaliste.

 

E dopo varie contestazioni ed accese polemiche partì un esposto all’Assessorato Regionale

che, dopo un sopralluogo tecnico invitò il Sindaco a revocare le licenze in questione per le seguenti motivazioni:

1)       Mutamento di destinazione d’uso del terreno (da agricolo a residenziale)

2)       Mancanza del parere dell’Ufficiale Sanitario.

3)       Carenza di opere di urbanizzazione.

4)       L’arbitraria concessione di proroghe dei termini di validità delle licenze.

5)       Ritardo nella concessione dell’ultima proroga.

 

Preso atto di quanto sopra il Sindaco revoca i permessi di costruzione.

Intanto viene segnalato al Sindaco e alla Regione Piemonte che sui terreni del Salimau

sono stati eseguiti e sono in corso dei lavori di disboscamento e di sbancamento,

per i quali non risulta esserci alcuna licenza.

Il Sindaco non procede contro il proprietario poiché sostiene che le opere eseguite non necessitano di concessione né di autorizzazione edilizia in quanto si tratta solo di semplice “allargamento” di strade interpoderali.

 

Il fatto strano è che in certi punti l’allargamento era addirittura di una ventina di metri (i quali corrispondono agli spiazzi dove dovranno sorgere le villette.)

Gli Ispettori della Regione Piemonte accertano che i lavori sono abusivi, ma nonostante

ciò non viene avviata la procedura dei poteri sostitutivi (legge 56) prevista nel caso in cui

il sindaco non ordini la rimessa in ripristino dei terreni.

A questo punto giunge il parere negativo della Camera di Commercio in quanto nega al proprietario l’autorizzazione al disboscamento (a quell’epoca già iniziato.)

Il proprietario decide di ricorrere al T.A.R.

Il T.A.R. da ragione al proprietario contro il Comune che ha revocato le licenze, ma da

ragione alla Camera di Commercio che aveva negato l’autorizzazione al disboscamento.

Intanto sono scadute le licenze di costruzione che, per proseguire i lavori vanno rinnovate,

ma pare che nessuno voglia assumersi tale responsabilità per non incappare in una nuova violazione della legge, vista la legittimità della decisione della Camera di Commercio

che di fatto blocca il progetto.

 

E… trascorsi ormai circa 7 anni dall’inizio di questa vicenda giunge la sentenza del Consiglio

di Stato nella quale si dichiara che la delibera della Giunta Regionale aveva legittimamente annullato le licenze edilizie per le 32 costruzioni rilasciate dal Sindaco nel gennaio del 1977.

 

Non si riesce a capire come mai dopo una lunga ed estenuante battaglia tra le parti

tra numerose sentenze e ricorsi, dopo l’ultima sentenza decisiva in merito

(ormai sono trascorsi circa 22 anni) le villette in questione sono state dimenticate

e pare che a nessuno interessi il fatto che queste costruzioni abusive andrebbero abbattute

 

Eppure, ad “alcuni “ dei cosiddetti comuni mortali, (tengo a precisare: “alcuni”  ma non tutti)

gente che lavora per sopravvivere o pensionati ormai quasi 90enni, per piccoli reati

di abusivismo, (costruzione di una piccola e misera tettoia o l’aver scavato un sentiero

di accesso ad un podere) i procedimenti filano in modo celere e spedito fino

all’abbattimento o al ripristino del suolo.

Il succedersi di questi fatti non giova di certo ad accrescere la fiducia dei cittadini

nelle istituzioni pocapagliesi ma, addirittura dimostra come alcune istituzioni pocapagliesi

siano forti e meticolose nel perseguire i piccoli reati di abusivismo edilizio commessi

da “alcuni” dei cosiddetti comuni mortali.

E per  i reati di abusivismo edilizio su grande scala?

E’ possibile che questa vicenda sia stata dimenticata per il semplice fatto che questo

villaggio è nascosto in mezzo ad una zona boschiva?

 

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